Calo di presenze nel 2008 in liguria: turismo in crisi

I dati registrati nella prima metà del 2008 parlano da soli; prendendo in esame gli svincoli autostradali savonesi di Andora, Albenga, Borghetto Santo Spirito, Pietra Ligure, Finale Ligure, Orco Feglino, Spotorno e Savona è emerso un calo del 7,3 % dei pedaggi, mentre federalberghi denuncia un calo delle presenze del 7%.

Sicuramente parte del calo delle presenze, soprattutto dei turisti del fine settimana, è stata causata dal maltempo che ha caratterizzato questa prima metà dell’anno e dalla crisi economica che sta attraversando l’Italia. Ma proprio questi dati scoraggianti devono far riflettere gli operatori del settore.

Possiamo affidare il turismo ligure al bel tempo e a fattori che possono variare da un anno all’altro senza che vi sia una possibilità di poter intervenire da parte di chi opera nel settore?per rispondere a questa domanda riprendo le parole utilizzate da Michela Brambilla, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo, in un intervista rilasciata a La Stampa.

Quando la giornalista le dice che nonostante l’Italia sia ancora un bel paese, i turisti vanno altrove, il sottosegratario risponde che “il motivo è da cercare nella mancanza di politiche adeguate per il turismo. Manca un piano strategico che tracci le linee di sviluppo del settore, realizzando programmi incentrati su competitività, differenziazione dell’offerta e della destinazione, formazione del personale”.

Queste parole calzano perfettamente alla realtà ligure. La Liguria è, per quanto riguarda il patrimonio storico-artistico-naturale-culturale ed “enogastronomico”, una delle regioni più belle d’Italia, ma il turismo ligure è ormai da anni lasciato a se stesso, forse seguendo l’errata idea che il sole ed il mare servano da soli a lasciare il turista soddisfatti.

Niente di più sbagliato; basta analizzare i dati delle presenze degli ultimi quindici anni che testimoniano come, contrariamente alle altre regioni italiane, la Liguria ha fatto registrare un forte calo delle presenze (intorno al 10%).

Il turismo rappresenta in Liguria una parte importante dell’economia e, ad oggi, è necessaria una presa di coscienza della crisi del settore e devono essere poste in essere azioni di marketing turistico territoriale(per la definizione clicca qui) in grado di risollevare il settore turistico.

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Comments (2)

  1. Buon giorno Andrea,

    molto ben detto ma come nel caso della sedia di legno che appena comprata non regge, andrei a ricercare il problema non sul legno usato ma sul falegname che essendo un’esperto non avrebbe dovuto utilizzarlo.
    In merito mi permetto di inviarti un commento su queste persone che ancora, purtroppo, si aggirano nei corridoi del potere turistico, se avrai tempo e voglia di leggerlo.

    i mali del turismo? I coriandoli!

    …e per coriandoli mi riferisco a tutte quelle variopinte persone, sporadici casi a parte, che negli anni passati sono state insediate, o che si sono incastrate, in posizioni di rilievo nell’ambito turistico (Enti, Associazioni, Amministrazioni, etc.), e che parlano, parlano, parlano, ammoniscono, si esaltano ed elencano parziali dati positivi, criticano le azioni governative senza però mai dare reali soluzioni o chiari consigli, e quel che è peggio, a tal punto ricco di entusiastiche dichiarazioni o strane statistiche con il segno più ad inizio stagione, che inspiegabilmente, si tramutano in segno meno alla resa dei conti nonché quasi mai all’altezza della svalutazione monetaria annuale. Così capace nelle intenzioni dei piccoli o grandi addetti privati, così valido nell’inventiva degli operatori locali, ma probabilmente povero nelle regole, nei suggerimenti dei vari presidenti associativi e negli aiuti istituzionali; mentre le altre nazioni, accentrate da un unico denominatore e contornate da forse più taciturni ma realistici annunci da parte di coloro che le presiedono, progrediscono e, riempiendo le pagine dei loro quotidiani, ci deridono giornalmente.
    Come i fastidiosi coriandoli, questi, si sono inseriti nelle pieghe del potere e dopo svariati anni di continue pulizie te li ritrovi nei punti più disparati; nell’incastro tra le suole ed il tacco delle scarpe usate l’ultima volta chissà quando, nelle giunture del peluche di tua figlia che oramai festeggia il quarantesimo compleanno o nella cavità delle poltrone di alcuni inamovibili dirigenti turistici.
    Per coriandoli intendo anche lo svolazzante agire indipendente degli uni dagli altri ed in modo non coordinato, proprio come le nostre regioni, che nonostante dispongano di oltre il 60% del patrimonio artistico e culturale mondiale, si pregiano a volte di numeri statistici vergognosi o preveggenti dichiarazioni come quella recente ma purtroppo non ultima, e cioè che bisogna abbassare i prezzi (ma và?), e che solo così i turisti torneranno o che i collegamenti sono vecchi o il grave problema ricettivo; peccato che queste causali siano state pensate decenni d’anni dopo e non certamente in questa forma improduttiva per gli operatori.
    Suvvia, determinate considerazioni andavano adottate molto tempo prima, producendo e controllando la decantata qualità/prezzo, così tanto menzionata ma mai realmente inseguita e sono certamente altre le ragioni da individuare immediatamente in questo settore e non certo per dette dichiarazioni che risultano str…anezze (terminologia volutamente cambiata in tempi sospetti) per i veri professionisti del turismo internazionale.
    Come esempio cito la Legge 284 del 1991 sulle liberalizzazioni dei prezzi che permette al gestore di triplicare e forse anche più il prezzo della camera doppia durante importanti avvenimenti locali e vale a dire da 100/130 a 400/450 euro (nel caso di un 4 stelle), oppure la mancanza di controlli da parte delle autorità competenti poiché è sufficiente l’autocertificazione quinquennale da parte del gestore per attestarne la qualità; prova a chiedere un’informazione all’aeroporto, alla stazione, nelle varie receptions o quanto altro; non c’è nessuno e se trovi qualcuno; ti abbaia.
    E che dire della direttiva dell’ Ecofin 77/388/CEE sulle produttività delle varie tassazioni turistiche europee (in esame all’Hotrec entro il 31/12/2010), che ritengo probabilmente sconosciuta a questi signori poiché risulta mai menzionata nei convegni, meeting o assemblee nazionali, convegni che dovrebbero produrre consigli, aiuti o altro nei confronti dello stato ma da cui ereditiamo solo ed unicamente parole. Nei paesi esteri veramente produttivi in campo turistico, avviene esattamente l’opposto.
    I coriandoli sono fastidiosi, a volte ti entrano in bocca e li sputi ma trovi sempre qualche bontempone che li raccoglie dalla strada e te li rilancia addosso, sono disgustosi (coriandoli e buontemponi). Sono tutti tagliati in modo differente ma probabilmente si accomunano nella svogliatezza, nell’inconcludenza, non hanno qualità e vanno dove vogliono, sono coloratissimi e si imbellettano, impiastricciano le strade e non solo; ma alfine dovrebbero durare al massimo solo pochi giorni ma qui, come sopra detto, te li ritrovi anche dopo molti anni.
    E gli operatori ecologici, per toglierli dalle strade, impazziscono e i veri operatori turistici, per toglierli dal potere, si incazzano; perché molti specialisti parlano ai congressi, rilasciano interviste, annunciano ai convegni fantomatiche banali o noiose risoluzioni…ma resta solo il ritaglio del giornale da far vedere in futuro ai propri figli o nipoti.
    E il turismo….?
    E il turismo è un’azienda e come tale dovrebbe produrre profitto, benessere corporativo e anche sociale mentre il successo di un’azienda è strettamente legato alla sua gestione laddove decisiva è la personalità, il sapere di chi la dirige o il suo management e non esistono cattivi collaboratori, ma solo cattivi capi e questo vale tanto per le aziende quanto per le organizzazioni, le associazioni…e il settore turistico; cui spetterebbe generare, non solo parziali, come nel caso degli ultimi dati statistici liguri dei tour operators (più 6,7%), bensì generali, veritieri ma soprattutto finali raccolti positivi.
    Città come Lione, Barcellona, Bilbao, Lilla, Stoccarda e Lisbona fino a dieci anni fa non erano una destinazione turistica ma hanno avuto fiducia in loro stesse e rimuovendo dapprima i “coriandoli” hanno lavorato promuovendo e presentando le loro bellezze e le loro particolarità al mercato. Hanno così fatto del turismo una delle loro risorse perché non si deve mai perdere la coscienza che il turista è un bene prezioso perché spende e genera benefit.
    Pertanto, risultano aziendalmente improduttivi questi articoli giornalistici con i soliti parziali, le solite ciambelle di salvataggio per questi signori che con la loro continua presunzione del tutto ben dire ma del poco ben fare, hanno contribuito alla situazione attuale del turismo cittadino, regionale ed italiano, senza i quali avremmo potuto, probabilmente, ottenere risultati migliori perché i conti non quadrano; non si può sempre dichiarare che il turismo non va poi così male o addirittura bene quando, oramai da svariati anni, una quantità industriale di licenze del settore viene resa ai vari comuni e non certo per colpa della totalità di coloro che vi hanno osato impiegare tempo e soldi.
    Che fastidiosi e inutili i coriandoli!

    Con stima

    Luciano Ardoino

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