“Il principio centrale che sta dietro il successo dei giganti nati nell’era del Web 1.0 che sono sopravvissuti per guidare l’era del Web 2.0 sembra essere questo: essi hanno abbracciato la potenza del web per sfruttare l’intelligenza collettiva.” Tim O’Reily, fonte: http://www.awaredesign.eu/articles/14-Cos-Web-2-0
Per spiegare questa frase, apparentemente complessa, si possono fare alcuni esempi.
Google, azienda leader nel settore die motori di ricerca, deve il suo successo al PageRank, un metodo che definisce la rilevanza di un sito internet anche in base ai link, mezzo tramite il quale un utente, che ha trovato dei contenuti da lui ritenuti interessanti, segnala ad altri utenti l’esistenza di questi contenuti.
Yahoo! sfrutta il lavoro collettivo dei navigatori, mentre Ebay ha fatto la sua fortuna grazie ad un mercato creato dai suoi stessi utenti ed ha fatto dell feedback, il commento che ogni iscritto lascia in seguito ad una transazione, il suo punto di forza.
Ciò che accomuna queste tre realtà di successo è il superamento di una logica di tipo top-down a favore di una logica di tipo bottom-up; in parole semplici hanno deciso di non imporre delle regole dall’alto, ma di lasciare agli utenti della Rete la possibilità di selezionare i contenuti migliori e decidere loro stessi ciò che è meglio per loro.
Tratto dalla mia tesi di laurea: “web 2.0 e implicazioni per il marketing turistico: il caso Tripadvisor”
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Con il passare degli anni lo sviluppo di nuove tecnologie ha permesso di cambiare il modo di utilizzare internet.
Pochi anni fa il Copyright, basato su una logica di difesa del diritto d’autore, era causa di elevate barriere all’entrata; conseguentemente la competizione in internet era basata sul possesso da parte delle aziende, di software costosi e relativo know how, unico modo per avere accesso alla realizzazione dei siti internet.
con il passare degli anni si è verificata una costante crescita nell’elaborazione di programmi basati su licenza copyleft, che permettono all’utente di fruire del sotware, di diffonderlo e spesso anche di modificarlo.
Ciò ha permesso lo sviluppo di programmi open source utilizzabili gratuitamente dagli utenti che ha provocato un azzeramento delle barriere all’entrata e ad oggi la competizione si è spostata dal possedimento di software al possedimento di dati.
Capitolo 1: Il web 2.0
1.2 - Dal web 1.0 al web 2.0
“Non si tratta di una nuova versione di un software, come potrebbe far pensare quel 2.0. Semplicemente si tratta di uno slogan efficace, e appropriato, per indicare il superamento del web così come è stato finora e l’entrata in una nuova fase del Word Wide Web. Volendo semplificare, si identifica nel Web 2.0 il passaggio dai siti ai servizi, nel senso che Internet come lo conosciamo sta per sparire e per lasciare il posto a un nuovo web, i cui casi di successo e i cui parametri saranno diversi da quelli utilizzati finora. Una trasformazione in corso, che durerà ancora anni e i cui risultati finali sono tuttora sconosciuti.”
Non esiste un momento preciso in cui è stato “inventato il” web 2.0, anzi si tratta di una definizione a posteriori. E’ stato solo il risultato di una continua evoluzione del mondo di internet a cui ad un certo punto è stato dato, per praticità e per esigenze di sintesi, questo nome evocativo.
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“ A dieci anni dalla nascita ufficiale di internet e a cinque anni dalla bolla speculativa che ha letteralmente devastato i titoli azionari di molte imprese che avevano abbracciato con superficialità il mondo dell’eCommerce, la Rete, piuttosto che cadere nel dimenticatoio collettivo quale singolare scherzo tecnologico ed economico della storia, è divenuta sempre più integrante della società e dell’economia” (Prandelli E., Verona G., Marketing in rete. Oltre internet verso il nuovo marketing, Milano, McGraw-Hill, 2006).
Ad oggi la Rete è allo stesso tempo uno strumento di informazione, di comunicazione, di consumo e di innovazione.
Si contano più di 800 milioni di utenti connessi ad internet e si registra la presenza di circa 60 milioni di siti Web; il 90% dei navigatori ha una casella di posta elettronica e il 55% di questi scambia e-mail regolarmente. A livello globale il 15% degli utenti che si collegano ad internet effettua acquisti on line, dato che in Italia scende al 7%, ma si presenta in costante crescita.(fonte: Prandelli E., Verona G., Marketing in rete. Oltre internet verso il nuovo marketing, Milano, McGraw-Hill, 2006)
Questi dati sono utili a far capire l’importanza di uno strumento che poco più di dieci anni fa non esisteva, ma grazie ad una crescita esponenziale è diventato parte integrante della vita di tutti i giorni.
Ciao a tutti,
questo è il mio primo articolo nel nuovo indirizzo (ricordo che prima il blog era su nonsolotortadiriso.wordpress.com).
Data la mancanza di tempo che ultimamente mi accompagna, ho deciso di pubblicare la mia tesi di laurea ( dal titolo: Web 2.0 e implicazioni per il marketing turistico: il caso Tripadvisor ) ed impegnare così i post a seguire.
La tesi è stata scritta in soli 10 giorni, quindi se trovate qualche errore di ortografia perdonatemi, ma potete ben capire che il tempo per le correzioni era scarso.
Vorrei ringraziare la mia prof., nonchè relatrice Dott.essa Roberta Milano, che mi ha aiutato ad impostare e realizzare la tesi.
Ringrazio poi tutti i colleghi del corso di laurea in Economia e gestione dei servizi turistici (ecco il link alla foto dei partecipanti al corso di web marketing; clicca qui. Foto in cui mancano Deborah Giaina e Marta Meinero).
Qui di seguito i link ai vari capitoli della tesi:
1°_ Il web 2.0
2°_ Implicazioni per il marketing
3°_ Implicazioni per il marketing turistico
4°_ Il caso Tripadvisor

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