il caso Tripadvisor: l’arretratezza del sistema turistico italiano

Le classifiche di TripAdvisor dimostrano che l’Italia è uno dei paesi turistici più apprezzati al mondo; certamente non si parla più della nazione che negli anni settanta ha saputo imporsi come migliore meta turistica mondiale, ma, a fronte di un sistema turistico che sembra rimasto fermo a trent’anni fa, si può parlare di un risultato soddisfacente che ribadisce ancora una volta l’importanza e le potenzialità del turismo in Italia.

Sono però gli stessi italiani che sembrano non aver capito la rilevanza del settore turistico, basta pensare al referendum abrogativo del 1992 con il quale è stato “abolito” il ministero del turismo; così, mentre in Italia vengono spesi milioni di euro per un portale turistico poi chiuso in meno di un anno, gli altri siti internazionali abbracciano il mondo del web 2.0 per sfruttarne le potenzialità. Mentre in Italia governo e opposizione perdono mesi per stabilire di chi sono le colpe del fallimento di Italia.it, negli altri stati si pensa al futuro e così, VisitLondon.com, il portale di promozione turistica di Londra, decide di inserire le recensioni di TripAdvisor all’interno del proprio sito.

Apparentemente non c’è nessuna novità, visto che le recensioni riguardo gli alberghi londinesi sono da sempre presenti all’interno di TripAdvisor; non si può non notare però un cambiamento di mentalità, una presa di coscienza dell’esistenza di un marketing consumer to consumer, che ricopre un ruolo sempre più importante nella Rete e che coinvolge con il passare degli anni sempre più turisti.

Grazie per aver letto la mia tesi di laurea. Se non sei riuscito a leggere tutti i paragrafi puoi tornare all’indice “web 2.0 e implicazioni per il marketing turistico: il caso Tripadvisor

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