Category: pensieri sulla rete

Com’è cambiata Savona negli ultimi 30 anni

Una delle cose che mi piacciono maggiormente dei blog è la possibilità di fare parlare le persone; per questo motivo, ogni volta che trovo dei commenti interessanti ai miei articoli chiedo agli autori se hanno il piacere di scrivere un post nel mio blog. L’articolo che segue non è scritto da me, ma da Giuseppe Giuliani, un 42enne che ha vissuto a Savona trenta anni fa che racconta con molta sincerità i cambiamenti che hanno coinvolto la città negli ultimi anni. Ecco l’articolo:

“Io ho 42 anni e la savona di cui parlo è quella di fine anni 70 primi 80; sono andato via nel 1982 perchè i miei genitori, li per lavoro, decisero di ritornare a pisa una volta andato in pensione mio padre. Savona allora era una città abbastanza caotica forse a causa del porto, il mare un pò inquinato, tanti tossicodipendenti e un grosso divario tra abbienti e non. C’era una mentalità molto consumista, chi aveva benessere lo doveva mostrare agli altri, cosa che in toscana è vera alla rovescia, nel senso che più uno ha meno ostenta; posso dirlo con certezza perchè abitavo alla villetta, che era ed è il quartiere in di Savona.

Al di là dell’esibizionismo economico era indubbiamente una città ricca, il porto dava lavoro e tutta l’economia della città verteva su quello. I negozi del centro erano fornitissimi, qualsiasi genere di merce trattassero; il commercio era in mano non ai savonesi ma a piemontesi che dai primi del 900 giunsero a savona, sopratutto cuneesi di provincia e langaroli. Di eventi culturali e artistici la città era però parecchio carente, ma nessuno ci faceva caso.

Nel 2004, poichè la casa dove avevo abitato era stata lasciata dagli inquilini, dovetti ritornare a savona per visitarla e cercare nuovi locatari. Avevo sentito dire in un negozio di Lucca che produceva giacche in pelle e le rivendeva in tutta Italia che Savona era diventata una città che, testuali parole dette dalla moglie di un rappresentante, puzzava di miseria; ero quindi curioso di verificare se questo era vero.

Purtroppo è proprio così; dei negozi per tutte le tasche e tutti i gusti non c’è piu traccia. Via Paleocapa e tutte le strade del centro sono diventate una sequenza di fondi commerciali con pochi articoli e negozianti demotivati. La città poi , da caotica che era è diventata molto tranquilla con poco traffico, ciò mi ha colpito molto. In compenso il mare è azzurro come mai l avevo visto ma ho capito che comunque la città è cambiata, meno caotica, meno inquinata, ma più povera. Parlando poi con alcuni condomini del palazzo in cui abitavo mi accorsi con incredulità che molti di loro non si sono accorti dell’indietreggiamento della città, tranne una signora giovane che ha ammesso il peggioramento e dicendomi che specie per i giovani la città non offre molto. Essere diventata un porto principalmente turistico non ha contribuito a rilanciare la città. Paradossalmente pur immiserita savona è rincarata come mercato immobiliare, i prezzi degli immobili e dei canoni locativi sono aumentati parecchio creando non poche difficoltà specie ai piu giovani.”

Ringrazio ancora Giuseppe Giuliani per il tempo dedicato alla stesura di questo articolo.

Vi ricordo inoltre che se vi piacerebbe dire la vostra sulla realtà di Savona e provincia potete scrivere alla mia email andreapruiti86@gmail.com, oppure scrivere un commento qui.

Savona: un pensiero su cui riflettere

Poco più di un mese fa ho deciso di dedicare una pagina del mio blog alle persone che hanno voglia di parlare della propria esperienza in Liguria, sia come turista che come residente. Questa mattina, controllando la mia e-mail, mi sono accorto che era stato inserito un nuovo commento nel mio blog e, incuriosito, mi metto a leggerlo. Scorrendo le righe mi sono reso conto di quanta sincerità e amarezza ci sono nelle parole di Franca e sono rimasto colpito al punto da volerle dedicare un post. Queste sono le sue parole: 

“Buonasera! Premetto che non sono di Savona ma vivo in questa strana città da più di due anni! Dico strana perchè è una delle pochissime città turistiche che realmente mette in difficoltà il turismo… I negozi chiudono prepotentemente quando le persone vorrebbero comprare e spendere! Ma la difficoltà si estende anche ai residenti che lavorano e non sempre possono piegarsi agli orari dei negozianti… E’ già difficile stare dietro agli assurdi uffici della pubblica amministrazione, ci manca solo di dover prendere un permesso per andare dal panettiere! E la cosa più bella è che i commercianti si lamentano perchè c’è la crisi… Se tenessero aperto venderebbero anche i vestiti che hanno addosso, in una città dove magari manca qualcosa ma sicuramente non i soldi! Ho organizzato un piccolo rinfresco nel mio palazzo per conoscere meglio gli altri inquilini… Hanno rifiutato TUTTI l’invito! Milano avrà anche la nebbia ma il nostro spirito non è annebbiato… A Savona c’è il mare e lo spirito è realmente ANNAQUATO! Grazie per lo spazio che mi avete offerto… Franca”

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