Posts tagged: evoluzione del web 2.0

Web 2.0: i blog

Il blog è uno degli strumenti più utilizzati nell’era del Web 2.0.

Oggi, grazie a piattaforme quali Wordpress e Blogger, è possibile realizzare un blog senza alcun costo e qualsiasi utente può condividere il proprio sapere sul web; in un universo, quello della rete, in continua espansione, la sfida si sposta sui contenuti. Ad oggi il numero dei blog cresce esponenzialmente e si calcola che esso raddoppi ogni sei mesi.

Diventa quindi importante, in questa giungla di informazioni, sapersi muovere al meglio per selezionare ciò che è rilevante e l’utente che sarà in grado di possedere dei dati difficilmente reperibili sarà colui che avrà un vantaggio competitivo nei confronti degli altri.

fedd-rssUno strumento utile a tal fine è dato dalla tecnologia RSS (Really Simple Syndication) che “consente di collegarsi non solo ad una pagina, ma di abbonarsi ad essa, ricevendo un avviso ogni volta che la pagina viene modificata.”(Tim O’Reilly, fonte: http://www.awaredesign.eu/articles/14-Cos-Web-2-0 )

Alcuni lo chiamano web incrementale, mentre altri live web. Questa necessità di avere un “secchiello”, come lo definisce Sergio Maistrello (nel libro: La parte abitata della Rete, Tecniche Nuove, 2007), fa capire come il potere della rete non sia costituito dal singolo blog, ma dall’insieme di tutti i blog.

Tratto dalla mia tesi di laurea: “web 2.0 e implicazioni per il marketing turistico: il caso Tripadvisor

Web 2.0: l’evoluzione di internet

Con il passare degli anni lo sviluppo di nuove tecnologie ha permesso di cambiare il modo di utilizzare internet.

Pochi anni fa il Copyright, basato su una logica di difesa del diritto d’autore, era causa di elevate barriere all’entrata; conseguentemente la competizione in internet era basata sul possesso da parte delle aziende, di software costosi e relativo know how, unico modo per avere accesso alla realizzazione dei siti internet.

con il passare degli anni si è verificata una costante crescita nell’elaborazione di programmi basati su licenza copyleft, che permettono all’utente di fruire del sotware, di diffonderlo e spesso anche di modificarlo.

Ciò ha permesso lo sviluppo di programmi open source utilizzabili gratuitamente dagli utenti che ha provocato un azzeramento delle barriere all’entrata e ad oggi la competizione si è spostata dal possedimento di software al possedimento di dati.

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