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BTO 2009: Disintermediazione nell’era del web 2.0

bto-2009-roberta-milano-disintermediation-in-the-age-of-web-20“Dintermediation in the age of Web 2.0″, questo il titolo del primo panel moderato da Roberta Milano (docente al master di primo livello in “Marketing e Web Marketing Turistico Territoriale di Savona che sto frequentando). Protagonisti della sezione sono stati Marco Baldan (General Manager di Nozio), Francis Louis Passerini (Managing Director di Fastbooking Italia), Massimo Pupita (C.E.O. di Sestante) e Nicola Seghi (Readytec).

Internet è il luogo della disintermediazione per eccellenza, dice Roberta ( e condivido pienamente), ma cosa ne pensano le aziende presenti?

Nozio: in 15 anni il sito ufficiale di un albergo ha sempre avuto più visitatori e più prenotazioni da parte dei turisti. Si è passato da un 60% di livello di intermediazione online ad un attuale 32%, è necessario cogliere questa opportunità; meno intermediazione, ma più attenzione al turista, questa è la ricetta.

Grazie alla minore spesa nell’intermediazione l’albergatore può investire sulla relazione con il cliente, comprendere quello che lui vuole e costruire un prodotto/servizio che lo soddisfa al meglio.

Readytec: disintermediazione vuol dire accorciare la filiera turistica, ma emerge ancora oggi un problema di gap culturale. La disintermediazione richiede una conoscenza ed un approccio al web spesso non adottato dagli albergatori.  Trasformare un contratto Twitter oppure un messaggio su Facebook in una prenotazione richiede una vera e propria tecnica che spesso molti operatori non sono in grado di utilizzare (il mio cliente su internet è un’opinione: un commento negativo o una relazione non gestita bene può far fallire delle aspettative anche molto positive in partenza).

Fastbooking: disintermediazione vuol dire riequilibrare un disequilibrio che si è creato negli anni in quanto gli albergatori non conoscevano il mondo di internet; è necessario equilibrare i costi e le azioni on line in modo tale da utilizzare al meglio tutte le risorse a disposizione.

Mi scuso con Sestante, ma la connessione wi-fi ha dato un po di problemi e parte dell’articolo, tra cui l’intervento di Massimo Pupita e gli appunti sulle domande provenienti da Twitter si sono perse :-(

marketing turistico: l’impresa turistica nel web

Quasi tutte le imprese turistiche, nello specifico le strutture ricettive, hanno oggi un loro sito internet che viene spesso aperto per comunicare l’esistenza dell’impresa, la sua storia, per descriverne la struttura e presentare la gamma di prodotti che offre. Nella maggior parte dei casi si tratta di siti che non vengono mai aggiornati e la cui interattività con il potenziale cliente si limita alla possibilità di inviare una email alla direzione.

“I siti di marca divengono così poco visitati e, oltre a suscitare scarso coinvolgimento, ricoprono, nelle loro prevalenti realizzazioni, un ruolo di vetrina pubblicitaria, del tutto confrontabile con quello degli spot di marca nel broadcasting classico. Così come gli spot, all’interno dei palinsesti televisivi, sono in generale vissuti come fastidiose informazioni finalizzate alla vendita, così i siti di marca sono pensati come l’ennesimo tentativo della marca di farsi pubblicità nel nuovo media. I siti di marca sono cioè aprioristicamente percepiti come auto celebrativi, auto referenziali, e quindi, tendenzialmente, di scarso interesse.” ( G.P. Fabris, Societing – il marketing della società post moderna, Milano, Egea edizioni, 2008 )

Tratto dalla mia tesi di laurea: “web 2.0 e implicazioni per il marketing turistico: il caso Tripadvisor

marketing turistico: il turismo on line in Italia

Una recente indagine di Seat Pagine Gialle, in collaborazione con Federalberghi ha rivelato che il 47 % dei turisti italiani consulta internet prima di partire per una vacanza. ricerche dei turisti on line divise per tipologie

Come si può notare dal grafico i navigatori sono interessati soprattutto a siti internet che offrono informazioni riguardo le caratteristiche delle destinazioni, seguono i siti di specifiche strutture ricettive e quelli che offrono dettagli sui prezzi. Il 32 % prima raccoglie le informazioni da internet e in seguito, sempre on line, effettua la prenotazione, mentre solo il 14 % si connette già conoscendo quale sarà la sua scelta.

La spesa degli utenti si concentra nei trasporti (36%) ,nella vendita di soggiorni (32%) e di pacchetti turistici composti da soggiorno più trasporto (25%); hanno invece una rilevanza minore i risultati relativi a pacchetti turistici completi (10%) e ai last minute (6%). (fonte: shinynews.it)

Tratto dalla mia tesi di laurea: “web 2.0 e implicazioni per il marketing turistico: il caso Tripadvisor

marketing turistico: cosa ricercano i viaggiatori on line

Il turismo è il settore più interessato dallo sviluppo dell’eCommerce; circa il 50 % del valore dell’eCommerce  è infatti costituito da transazioni riguardanti il segmento turistico.valore-e-commerce-diviso-per-settori-merceologici

Diventa quindi di fondamentale importanza capire cosa ricercano i viaggiatori on line per poter sfruttare appieno le possibilità che la Rete offre. È stata recentemente condotta da Oban e EyeforTravel una indagine riguardo i siti utilizzati durante la fase di ricerca e pianificazione on line del viaggio. Le lingue più utilizzate risultano essere l’inglese, lo spagnolo e il cinese, mentre le destinazioni preferite sono il Regno Unito e la Spagna seguite da altre mete quali Cina, America, Francia, Italia, Grecia e Canada.

Per la prima ricerca, utile a determinare la meta turistica del proprio viaggio, gli utenti dichiarano che le qualità fondamentali di un sito turistico sono la facilità della navigazione (30 %) e le recensioni di viaggio (15%). Di conseguenza, portali come Tripadvisor ed Expedia, di cui spicca la facilità di navigazione, sono i preferiti dagli utenti della Rete.
Trovate le informazioni di suo interesse, spesso l’utente decide di non completare il processo d’acquisto sui grandi portali, ma di ricercare attraverso Google il sito ufficiale degli alberghi o compagnie aeree di proprio interesse. (fonte: Bookingblog,cosa ricercano i viaggiatori online)

Tratto dalla mia tesi di laurea: “web 2.0 e implicazioni per il marketing turistico: il caso Tripadvisor

marketing turistico: il viaggiatore di nuova generazione

Lo sviluppo della Rete che ha caratterizzato gli ultimi anni ha cambiato, come già più volte ribadito, il consumatore, che è ora divenuto più critico, consapevole, e intelligente nell’effettuare i suoi acquisti. Le nuove tecnologie hanno inoltre modificato il comportamento dei viaggiatori, o di almeno quella parte di essi che utilizza internet. Per capire i mutamenti del processo decisionale del turista è stata condotta la ricerca “Next Generation Traveler”, pubblicata da Ypartnership e PhoCusWright, due aziende leader nel settore del marketing applicato al turismo; sono stati intervistati 2559 internauti statunitensi che avevano effettuato almeno un soggiorno in hotel nell’ultimo anno. In base ai dati raccolti è stato redatto un profilo del viaggiatore di nuova generazione.

Il “nuovo” viaggiatore  risulta:

  • Istruito ( il 30 % ha finito il college; il 20 % ha almeno un anno di master di specializzazione );
  • Benestante ( il 30 % ha famiglia con un reddito annuo totale di circa 100.000 dollari );
  • Multi-Generazionale ( la metà degli intervistati ha fra i 18 e i 28, l’altra metà fra i 43 e i 61 anni, ma i due segmenti mostrano abitudini di consumo simili );
  • Il 71 % usa internet per ricercare informazioni di viaggio;
  • Il 38 % ha creato almeno una volta un itinerario di viaggio on line;
  • Il 58 % cita la “possibilità di controllare le migliori tariffe” come la funzionalità più importante di un sito di viaggio;
  • Il 37 % dichiara di essere stato influenzato da commenti letti su Social Network o siti di recensioni, ma frequenta Social Network come MySpace.com (56 %) e Facebook    (30 %) più di Social Network turistici come TripAdvisor (14 %);
  • Il 33 % ha scritto e pubblicato una recensione on line.(fonte: Bookingblog, il viaggiatore di nuova generazione)

Tratto dalla mia tesi di laurea: “web 2.0 e implicazioni per il marketing turistico: il caso Tripadvisor

marketing turistico: l’importanza del passaparola nel turismo

Il passaparola nel turismo ha da sempre ricoperto un ruolo più rilevante rispetto agli altri settori; un potenziale turista nel momento in cui decide il viaggio da fare si trova di fronte a sensazioni di disorientamento e di incertezza.

Normalmente “il consumatore, prima dell’acquisto, può considerare solo pochi elementi, quali il prezzo, le caratteristiche delle strutture ricettive così come appaiono dalle immagini fotografiche sul catalogo. Egli avverte il rischio che il prodotto possa non soddisfare le sue attese oppure non valga il prezzo pagato oppure possa determinare danni alla sua salute a causa di malattie o incidenti.”(Mario Grasso, Le imprese di viaggio – analisi strategica e politiche di marketing per il vantaggio competitivo, Franco Angeli, 2006)

La comunicazione interpersonale diventa quindi uno strumento importantissimo nella scelta di una destinazione turistica rispetto ad un’altra, in quanto contribuisce a tranquillizzare il turista riguardo la scelta compiuta. Fino a ieri però il passaparola, sia esso positivo o negativo, era poco controllabile dagli operatori del settore; diversamente oggi, grazie alle nuove tecnologie, esistono siti internet che offrono la possibilità ai turisti di condividere le loro esperienze. L’esistenza di queste comunità da un lato permette al turista di avere dei consigli genuini e disinteressati, dall’altro premia il lavoro di quelle imprese che lavorano in maniera corretta offrendo un prodotto valido ai loro clienti.

Tratto dalla mia tesi di laurea: “web 2.0 e implicazioni per il marketing turistico: il caso Tripadvisor

Calo di presenze nel 2008 in liguria: turismo in crisi

I dati registrati nella prima metà del 2008 parlano da soli; prendendo in esame gli svincoli autostradali savonesi di Andora, Albenga, Borghetto Santo Spirito, Pietra Ligure, Finale Ligure, Orco Feglino, Spotorno e Savona è emerso un calo del 7,3 % dei pedaggi, mentre federalberghi denuncia un calo delle presenze del 7%.

Sicuramente parte del calo delle presenze, soprattutto dei turisti del fine settimana, è stata causata dal maltempo che ha caratterizzato questa prima metà dell’anno e dalla crisi economica che sta attraversando l’Italia. Ma proprio questi dati scoraggianti devono far riflettere gli operatori del settore.

Possiamo affidare il turismo ligure al bel tempo e a fattori che possono variare da un anno all’altro senza che vi sia una possibilità di poter intervenire da parte di chi opera nel settore?per rispondere a questa domanda riprendo le parole utilizzate da Michela Brambilla, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo, in un intervista rilasciata a La Stampa.

Quando la giornalista le dice che nonostante l’Italia sia ancora un bel paese, i turisti vanno altrove, il sottosegratario risponde che “il motivo è da cercare nella mancanza di politiche adeguate per il turismo. Manca un piano strategico che tracci le linee di sviluppo del settore, realizzando programmi incentrati su competitività, differenziazione dell’offerta e della destinazione, formazione del personale”.

Queste parole calzano perfettamente alla realtà ligure. La Liguria è, per quanto riguarda il patrimonio storico-artistico-naturale-culturale ed “enogastronomico”, una delle regioni più belle d’Italia, ma il turismo ligure è ormai da anni lasciato a se stesso, forse seguendo l’errata idea che il sole ed il mare servano da soli a lasciare il turista soddisfatti.

Niente di più sbagliato; basta analizzare i dati delle presenze degli ultimi quindici anni che testimoniano come, contrariamente alle altre regioni italiane, la Liguria ha fatto registrare un forte calo delle presenze (intorno al 10%).

Il turismo rappresenta in Liguria una parte importante dell’economia e, ad oggi, è necessaria una presa di coscienza della crisi del settore e devono essere poste in essere azioni di marketing turistico territoriale(per la definizione clicca qui) in grado di risollevare il settore turistico.

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