le implicazioni per il marketing: i mercati diventano conversazioni

Per descrivere il cambiamento che stanno attraversando i mercati si può fare riferimento alle 95 tesi del Cluetrain Manifesto.
Il  testo, scritto nel 1999 da David Weimberger, Christopher Locke e Rick Levine, spiega che “i mercati online cominciano ad organizzarsi da soli molto più rapidamente delle aziende che tradizionalmente li rifornivano. Grazie alla rete, i mercati diventano più intelligenti e più esigenti rispetto alle qualità che invece mancano nella maggior parte delle aziende.”(The Cluetrain Manifesto, D. Weimberger, C. Locke e R. Levine, 1999, the cluetrain manifesto traduzione italiana consultabile su mestierediscrivere )

Il Manifesto spiega come i mercati, con l’avvento di internet, siano diventati delle conversazioni tra esseri umani; “le persone sono riuscite a capire che possono ottenere informazioni a sostegno più tra di loro che da chi vende”(11° tesi del cluetrain manifesto; in internet “non ci sono segreti. Il mercato online conosce i prodotti meglio delle aziende che li fanno.”(12° tesi del clue train manifesto)

E se un prodotto, un servizio o una marca è buona o cattiva, comunque i consumatori lo dicono a tutti.

Paragrafo 2.8 “Web 2.0: una grande opportunità per le imprese

Paragrafo 2.6 “La democratizzazione dell’informazione

Tratto dalla mia tesi di laurea: “web 2.0 e implicazioni per il marketing turistico: il caso Tripadvisor

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Comments (3)

  1. Ciao Andrea,
    oggi e sempre di più in futuro il mercato sarà davvero “in mano” agli utenti e per ora le aziende sembrano non capirlo.
    Presto potrebbe cambiar qualcosa.

    PS complimenti per la tua tesi.

    Sergio

  2. ciao Sergio,
    purtroppo la maggior parte delle aziende sembrano non curarsi di questi cambiamenti e spesso si limitano a “prendere in giro” i consumatori con promozioni e sconti fatti unicamente per aumentare le vendite e migliorare i profitti, unico vero obiettivo delle imprese.
    Io sono convinto che sia giusto per un’impresa voler realizzare dei profitti, ma perchè non farlo in modo tale da soddisfare al meglio i nostri clienti e magari chiedendo direttamente a loro che cosa vogliono??
    Non mi sembra poi così difficile, basta pensare a quanti soldi vengono “investiti” ogni anno per le ricerche di mercato, strumento utilissimo nell’era off line quando le persone non potevano comunicare con il mondo esterno, se non all’interno dei luoghi vissuti quotidianamente.
    Ma i tempi sono cambiati, le persone parlano e non hanno paura di criticare o apprezzare un prodotto,ne parlano liberamente. Bastererebbe ascoltarli e comprendere che il consumatore non è un nemico da far tacere quando i prodotti vanno male, ma il migliore alleato della nostra azienda che ha tutto l’interesse ad avere vicino a se un’impresa valida, che sappia soddisfare tutti i SUOI REALI bisogni ed esigenze.

    PS ti ringrazio per i tuoi complimenti (fatti da una persona che scrive su bookingblog, che è una delle fonte a cui mi sono ispirato per la scrittura della tesi, valgono doppio)
    Andrea

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